SOTTOTITOLO: COSA SIGNIFICA PER ME FARE BRANDING OGGI.

 

“Fate assaggiare a qualcuno dell’Old Crown e ditegli che è dell’Old Crown. Poi dategli un bicchierino di Old Crown e ditegli che è del Jack Daniel’s. Chiedetegli quale preferisce e vedrete che vi dirà che sono molto diversi.
Infatti ha assaggiato delle immagini. I consumatori non scelgono un Whisky, ma la sua immagine.”

 

Questa citazione, del leggendario pubblicitario David Ogilvy, ci fa capire come in un mercato sovraffollato di prodotti simili con caratteristiche funzionali raramente in grado di creare differenza, un’immagine mentale indimenticabile, della nostra azienda, presso il nostro pubblico, diventa di fondamentale importanza.

Ma cosa vuol dire creare un’immagine (percezione) indimenticabile della nostra attività?

Significa raccontare l’identità di un’azienda, fatta di prodotti, servizi, aspetto fisico, storie, cultura, personalità, valori, visioni, talenti, con un linguaggio in grado di distinguersi e creare una connessione emotiva con il proprio pubblico.

Il Visual Design* non è l’unico linguaggio, ma ne rappresenta un ingrediente formidabile, perché permette di comunicare emozioni in modo immediato e di definire il look di un’azienda. Lo ritroviamo in un’infinità di touch point: il logo e l’immagine coordinata, il packaging, il sito internet e le applicazioni web, la sede, il punto vendita, le divise del personale, i mezzi di trasporto, la pubblicità, gli eventi, i contenuti per i social network ecc.

Le prime impressioni sono quelle che contano, perché difficili da sradicare dalla mente e il linguaggio visivo è probabilmente il primo punto di contatto del pubblico con la nostra azienda. Fin da bambini ci sentiamo ripetere: «Non si giudica dalle apparenze!», eppure lo facciamo, perché siamo cresciuti nella cultura dell’immagine.

Del resto quante volte abbiamo scelto un libro o un disco dalla copertina?

Un’analisi sulle abitudini di acquisto, di coloro che entrano in un negozio per acquistare vino, indica che circa due acquirenti su tre scelgono una bottiglia dalla sua etichetta. Questo vale soprattutto per gli acquirenti con limitata conoscenza del vino, che rappresentano tuttavia la maggioranza del mercato.

Attenzione però, il look di un’azienda non è solo apparenza.

Gli stimoli visivi, grazie alle emozioni suscitate, sono in grado di far reagire all’istante il nostro cervello, generando vere e proprie proiezioni di film interni. Il logo con un cavallino rampante, ad esempio, evoca subito un immaginario fatto dal rombo del motore, auto dal design immortale, corse automobilistiche, personaggi incredibili, un determinato colore, sogni, prese di posizione, valori, uno stile di vita, il lusso e forse una grande esperienza al volante. Una somma di percezioni che vanno a creare l’immagine vincente dell’azienda.

 

A questo punto non ci resta che chiederci:

vale ancora la pena trascurare l’aspetto visivo della vostra attività?

Sono sicuro che la risposta sia NO, per cui non esitate a contattarmi…il primo incontro (e probabilmente anche il secondo 😄) è gratuito e vi offro anche il caffè!

 

 

*Il Visual Design rappresenta solo la prima parte della creazione di un’identità di marca giacché il branding ne dilata l’esperienza in contesti, parole, suoni, profumi e atteggiamenti.

 

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